“Piove”, disse.

gio 21 Apr 2011

[Racconto pubblicato su The Best Magazine, 2/2011]

Usciti dal cinema, querula: “Piove”, gli disse. Aria grigia.

Con l’ombrello marrone, affettuoso: “Ecco qua!”, le propose riparo.

Un piede, stizzita: “Uffa!”, per terra batté. Rossa la scarpa. Era un giorno così. Oggi lei, ieri lui.

Sollecito, un taxi dal: “Cinema Flora”, chiamò, “per favore”.

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È oramai sera e da poco ha smesso di piovere. Sono a piedi, in una cittadina che somiglia a Viareggio, in una zona dell’abitato che dista un po’ dal mare e per rientrare verso il lato Nord del paese devo superare il fiume. L’elegante ponte levatoio pedonale di metallo e legno è quasi un chilometro più a valle, verso il mare e a quest’ora potrebbe essere sollevato per la notte.

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