Da solo

mer 19 Mag 2010

Rientrato a casa dopo tre giorni fuori.

Ancora una volta ho goduto della grande fortuna di avere un appoggio di inestimabile utilità, nel pieno centro di Firenze, dove posso pernottare diverse volte alla settimana, quando i miei impegni dopolavoristici mi trattengono fino a ore in cui i treni per casa mia diradano: in questo modo, posso preservare preziose ore di sonno, che altrimenti spenderei nei viaggi e, ancor più, nelle attese alla stazione, dove sarei quasi regolarmente condannato ad aspettare, per alcune decine di minuti, l’ultimo treno, quello di mezzanotte e trentasette, per andare infine a letto all’una ampiamente passata.

Questa sera, come di solito avviene il mercoledì, sono invece nel mio nido personale, il quale mi è così intimo che pare che stia esso dentro di me, anziché abitare io al suo interno.

Sul treno avevo architettato di trifolarmi i porcini secchi che hanno atteso in dispensa molto a lungo. Al rientro trovo che sono ancora nell’ambito della data di scadenza e allora via.

Consultatomi con la mia musa, fin dalla stazione di Rifredi, mentre ero in attesa del mio convoglio, ho già il procedimento ben chiaro: sciacquarli più volte in acqua tiepida e poi metterli in una padella in cui già soffrigga dell’aglio. Semmai, del prezzemolo. Tutto qua: tanto ricordavo e tanto la mia ispiratrice mi ha confermato.

Alle 21:26 le invio un sms: “Le cose sembra anda x il meglio: lavatri avviata; funghi sciacqua già 2 volte, fragra di boletus in cucina; doppio CD dei Dire Straits; cielo pulito, solcato da una solitaria nube stratiforme, punteggiato da Venere, rischiarato da un quarto di luna crescente. Su tutto, un quesito: meglio due spaghi o una frittata, per i miei funghi?”

Suona già il volume due di “Alchemy”, i porcini si trovano a metà cottura, la lavatrice ha quasi terminato il ciclo, il cielo è definitivamente nero e sono le dieci di sera, ma la luce del mio cuore non ha risposto. Lo so: i compiti di Baby G, la cena da preparare e il cellu in carica in una stanza distante. Va tutto per il meglio anche là, ne sono sicuro… solitudine a parte.

Sarà il mezzo bicchiere di Merlot che mi sono concesso, a mo’ di aperitivo, ma mi sgorga un “Evviva!”

Buona serata a tutti.

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13 Responses to “Da solo”


  1. Con il tempismo della tele-empatia, praticamente negli stessi istanti in cui chiudevo il mio articolo e premevo il tasto “Pubblica”, mi arrivava il suo sms. Un rapido scambio e, senza il minimo dubbio, seguo il suo consiglio: accendo il fuoco sotto l’acqua per gli spaghetti e aggiungo la panna ai funghi.
    Ora vado a stendere il bucato, ma tra qualche minuto si mangia. Lo ripeto: Evvita!

  2. Darling Says:

    La solitudine non è consigliabile a tutti, perché bisogna essere forti per sopportarla e per agire da soli. (Paul Gauguin)

    …sopportarla in due è più facile!

    …sopportarla con Te è addirittura divertente!

  3. solindue Says:

    Oh Cielo! Non ci posso credere!
    Ho fatto un salto da un link all’altro!
    Fico!

    p.s. io “ganzo” lo dicevo alle elementari … poi ho smesso: ma si usa ancora?
    Non ci posso credere!Fico!

  4. arthur Says:

    Ma insomma, tra un ganzo e l’altro, non ho capito bene, alla fine hai fatto du spaghe o la frittata? 😉

    La solitudine è una brutta bestia e chi la vive, prima o poi si abitua. E’ meglio lasciarla agli altri. 😉

    da Wiki_Arthur

    ps: luciano, la prossima volta, fammi un fischio che li mangiamo insieme i du spaghe e magari ti porto un Rapitalà d’annata… 🙂


    • I funghi sono finiti dentro un piatto di spaghetti; anzi, viceversa, ho sprofondati 80 grammi di spaghetti dentro una padellona di funghi, vista la quantità industriale di boleti che avevo messo a trifolare.
      La solitudine, l’altra sera, non l’ho accusata affatto: ero da solo ma non mi sentivo solo. A volte la avverto, altre ne sono immune e mi godo a mille lo stare solo, come mercoledì sera, appunto. Il riferimento alla solitudine era per la foto di Sol’ intitolata Solitudine e per il testo a quella annesso.
      Porta aperta per (quasi) tutti, a casa mia; per gli amici, spalancata, così come per chi porta un Rapitalà d’annata o altro nettare prelibato! 🙂

  5. Renée Says:

    Bentornato, Luciano.
    Non sei poi così solo: Darling, Solindue, Arthur che addirittura ti invita a condividere il pasto.
    Spero di vedere a breve il tuo prossimo intervento.
    Ciao.


  6. Ciao Renée.
    Infatti, nient’affatto solo.
    Quanto al mio prossimo intervento, please stay tuned: se me lo accettano, è probabile che sul numero di The Best di imminente uscita possa comparire un mio articolo, di natura molto diversa da quella dei miei scritti tecnici che hanno avuto la bontà di ospitare in passsato su quelle pagine.
    A presto.

  7. Renée Says:

    Sono una tua fan e quindi leggerò senz’altro il tuo articolo.

  8. solindue Says:

    L’articolo non solo è stato accettato, ma è già in stampa: Divino!
    – La redazione di The Best –

  9. arthur Says:

    Divino? Dippiù, dippiù…! 😆

    – La redazione di The Best (al completo) –

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