I miei vivi

lun 28 Dic 2009

Non credo che dopo morto ritroverò i miei morti e comunque di questi ne ho ancora pochi.

Vorrei invece, prima della fine, almeno nell’ultimo quarto della vita, ritrovare i miei vivi: ritrovare coloro che ho lasciato per strada e non avrei voluto, le decine di persone che ho perso, coloro che a turno, ogni giorno, singoli per lo più o a piccoli drappelli, riporto presenti ma impalpabili qua davanti a me, ogni volta che trasogno, come uso fare, ogni giorno, alcuni sempre, alcuni spesso, altri di rado, presenti e impalpabili.

Li porto ancora con me.

Li vorrei incontrare per davvero. Finché siamo in tempo.

Li vorrei palpare, vorrei ridere e piangere, ascoltare e parlare, fare insieme e trattenersi e vivere vicini, per davvero.

Vorrei riappacificarmi. Con me, con loro.

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24 Responses to “I miei vivi”

  1. Diemme Says:

    Tu non hai idea di quanto ti capisca, e di quanto le tue parole rispecchino quello che ho nel cuore.

    I miei vivi… ne ho tanti sai, che vorrei rivedere, e che per i motivi più disparati non posso. Molti sono all’estero, e col tempo, il cambio di numerazioni telefoniche, e persino l’aver dimenticato la loro lingua, ricercarli è diventata un’impresa.

    Uno in particolare, che ho chiamato padre, mi si è piazzato nell’anima, e lì sta. Una volta ho incontrato un suo connazionale, perfettamente bilingue, e gli ho chiesto di chiamarlo per me. Lui l’ha chiamato, l’altro addirittura in un primo momento si è insospettito, poi finalmente m’ha passato la cornetta. “Papà, papà mio, come stai?”
    “Ringraziamo il cielo”, mi ha risposto, e poi ci siamo messi a piangere tutti e due, come l’ultima volta che ci eravamo visti, all’aeroporto, più di vent’anni prima.

    La sua dirimpettaia? Mia amica del cuore, che mi è stata vicina come non mai nei momenti più difficili, e che non saprei da che parte cominciare a rintracciarla, e non saprei come parlarle se per miracolo riuscissi a scovarla.

    La lista potrebbe continuare a lungo, e sono tanti piccoli dolori, in tutti gli angoli del mio spigoloso cuore.

    Anch’io vorrei rivedere i miei vivi…

  2. Monica Says:

    Questo tuo scritto mi ha emozionato e sai perchè? Perchè per me è come un racconto di fantascienza, affascinante, magico, ma lontano anni luce da me. I miei vivi sono qui, intorno a me. I miei morti sono nel mio cuore e qui accanto a me. Un giorno il Signore, si lui, avrò ancora più vicino. Gli altri lo sono già adesso.

    Diemme, ho parlato con Roby in questi giorni. E’ felice, ora è felice.


  3. Ciao ragazze.

    Io ho la tendenza a portare con me il passato, a non slegarmene.
    Similmente a Diemme, intuisco, e diversamente da Monica.

    Ogni volta che qualcosa di non completo, di non totalmente chiaro rimane, quando ci si allontana, là si crea, per me, un nuovo laccio con ciò che sta divenendo passato. Se pensate che per me l’incompletezza è la norma, potete immaginare quanti legami antichi mi facciano struggere, arrabbiare, vergognare, rammaricare.

    A presto

    Luciano

    • Diemme Says:

      Hai detto bene, similmente a Diemme. Non parlo di persone con cui ho discusso, con cui non parlo più per malcelato orgoglio, ma di quelle da cui sono state separata dalla vita.

      E poi ripeto, con molti il problema è linguistico: io a 20 anni parlavo perfettamente cinque o sei lingue, avevo amici da tutto il mondo, poi trent’anni di silenzio, e ti rendi conto di non essere più in grado di esprimerti nella loro lingua, loro la tua non l’hanno mai saputa e allora… allora ti rimane la loro immagine scansionata sul cuore.

      Sì, io mi porto dietro il passato come la tartaruga la sua corazza e a volte, similmente a lei, è un grosso bagaglio, a volte un rifugio indispensabile e sicuro che ti salva dai vari scossoni esistenziali.

    • Monica Says:

      Luciano, non è che Monica cancelli ciò che è stato. No, non lo fa. Io da sempre sostengo che siamo ciò che siamo grazie al nostro passato. Rifarei esattamente ciò che ho fatto nella mia vita e non solo perchè le cose mi sono andate abbastanza bene. Non rinnego niente e nessuno. Il mio passato è passato e te lo dice una che ha combattuto contro i mulini a vento perchè ci credeva ma ora ho capito che non era cosa. Sono legatissima alla mia famiglia e ai miei amici, ma in primo luogo a me stessa e grazie al bene che mi voglio ciò che è passato è passato.

      Un abbraccio Monica

  4. Estragone Says:

    A Luciano: personalmente non sono convinto che tutti questi “vivi” siano così vivi come credi, il mutamento (e come tale intendo morte e rinascita) è costante, in tutto e in tutti, quel “laccio” a cui fai riferimento è legato a un’istantanea che hai nel cervello, una foto che resta immutabile nel tempo; il ricordo non è in grado di seguire le trasformazioni del soggetto interessato; nella maggior parte dei casi ti troveresti di fronte a degli estranei, persone che non hanno più niente da dirti, né desiderio di ascoltarti. Vedo la vita come un percorso che si compie essenzialmente da soli, alcuni tratti vengono precorsi in compagnia, ma quando le strade si dividono a poco serve rimpiangere, a mio parere vale la pena più provare a capire cosa non ha funzionato, bisogna avere il coraggio di mettersi in discussione ma non tanto per recuperare ciò che si è perso, quanto piuttosto per evitare di perpetuare l’errore. Preferisco riservare le mie risorse affettive a chi mi sta accanto in questo momento, sono loro che hanno diritto di godere di tutta la mia attenzione e della consapevolezza accumulata negli anni, è questo il senso che cerco di dare alle esperienze che mi hanno lasciato insoddisfatto.
    Non mi iscrivo a facebook per un semplice motivo: se non ti vedo e non ti sento da vent’anni, ci sarà un motivo.


  5. Vedete, il punto è sciogliere i lacci con il passato e stare soltanto con il presente. Non che non lo viva, per carità: è come guardare una trasmissione televisiva in cui, di quando in quando, passano interferenze di altre trasmissioni.

    Mah.

    • Diemme Says:

      Scusate, ma perché portare nel cuore le persone che hanno fatto parte della nostra vita dovrebbe essere una pastoia che ci impedisce di vivere il presente?

      E’ giusto abbandonare pesi morti e negatività che ci impediscono di guardare avanti, e questo va bene, ma che c’entra con le persone che abbiamo amato (a qualsiasi titolo) e abbiamo perso di vista perché questa è la vita?

      Io usa sempre una metafora sul fatto di cancellare il passato: ricominciare daccapo significa essere sempre in prima elementare, magari con una maestra diversa, in una scuola diversa, con libri di testo diversi, ma sempre prima elementare è. Il passato è un patrimonio, sono gradini di una scala che ci deve portare in alto, se dall’alto vogliamo guardare per una visione più completa.

      Io non ho pesi morti che dal passato mi trattengono e non mi lasciano vivere: ho persone che amo, e che vorrei rivedere, e chi se ne frega se non hanno più l’aspetto di un tempo, sono sempre loro, e non inganneranno l’immagine che di loro io conservo.

  6. Franz Says:

    Il rimpianto per i fili che si spezzano, o si smarriscono, è un sentimento umano e per tanti aspetti nobile, probabilmente proporzionale alla sensibilità.
    Credo che abbia una componente di dolcezza, che tuttavia fa presto a sfociare nello struggimento, e talvolta nel desiderio di espiazione se non di quasi esorcistica flagellazione, a fronte del senso della propria colpevole inadeguatezza nei confronti dei tesori che la vita ci ha offerto.
    Da non molto tempo sto cercando di imparare a dominare quest’ultima tendenza, che non serve a nulla, se non a sprecare energia utile a vivere con più intensità il presente, e i relativi nuovi tesori.
    La capacità di essere migliori, mi sono convinto, non passa dall’inutile ricerca dell’espiazione della colpa, presunta o vera che sia.

    Un saluto, e tanti auguri di un nuovo anno produttivo e sereno.
    Franz

    • Diemme Says:

      “La capacità di essere migliori, mi sono convinto, non passa dall’inutile ricerca dell’espiazione della colpa, presunta o vera che sia”.

      Grazie Franz… anche se tu non puoi sapere in quale casellina della mia memoria e dei miei sentimenti queste tuo parole troveranno sede 😉

      Buon 2010 a tutti!

      • Franz Says:

        Sono proprio felice, Diemme, di aver fatto risuonare utilmente, con le mie parole, alcune corde particolari nella tua memoria e nei tuoi sentimenti.
        Mi unisco ai tuoi auguri, che ricambio a te, al ‘padrone di casa’ Luciano, a tutti i blogger di WordPress e dell’intera blogosfera, per un anno di pace e nuova speranza.
        Franz

  7. arthur Says:

    Ho girato in lungo e in largo e sentendomi un po’ senza radici, non so se vorrei veramente rivedere “i miei vivi”…

    Mi è successo alcuni anni fa, insieme a mia sorella, trovandomi in vacanza alle Isole Eolie, abbiamo pensato di risentire i vecchi compagni di scuola della Sicilia e così abbiamo organizzato un pranzo.

    Bellissimo l’incontro, bellissimo il loro modo di guardarmi, io che venivo dal continente, dovevo avere senz’altro qualcosa di diverso da raccontare per loro e invece… tante risate, tanti racconti ripercorrendo i migliori momenti passati insieme ma, ad un certo punto, guardandoli, ho avuto la netta sensazione di essere di troppo, loro che avevano spartito una vita insieme, ed io che ero il vero estraneo del gruppo… insomma, sarebbe bello poterli rivedere tutti quelli che ho perso strada, ma sarebbe al tempo stesso inutile, perché nel frattempo le nostre vite hanno avuto percorsi differenti, poco e niente potrebbe legarci ancora, ci mancherebbe “l’abitudine” a vederci giorno dopo giorno, i cambiamenti che, altrimenti si noterebbero subito, sono ben poca cosa e invece…

    No, lascio con un po’ di rimpianto il passato alle mie spalle, sicuro che il presente ha molte meno sorprese.

    Buon Anno, caro Luciano, ti auguro un anno… beh, lascio che sia tu a deciderlo… 😉


  8. Grazie di nuovo per i commenti e grazie per gli auguri che ricambio con tutto il cuore.

    Non ritengo obbligatorio che il padrone di casa risponda ogni singola volta, salvo accusare ricevuta e rigraziare, naturalmente.

    Bella la varieta’, che ne risulta, dei possibili modi di gestire i ricordi e le persone del passato.

    In questi giorni sono in viaggio, all’estero: ho scoperto che il mio roaming UMTS e’ costosissimo (mi ha mangiato alcune decine di euro in quindici minuti). Quindi devo cercare degli internet cafe’ e non tutti i giorni c’e’ modo/voglia/tempo di farlo. Ovvero: rispondero’ in ritardo.

    Buon 2010!

  9. solindue Says:

    to Estragone: sei il mio mito 😉 e tu il mio fans

  10. solindue Says:

    to Luciano:
    maddai anche tu ad un internet café, in montagna? Da non crederci!
    😆


  11. “ritrovare i miei vivi”

    Bellissimo post, ma anche difficile.

    Questi vivi nel frattempo hanno vissuto.
    Che cosa pensano di noi adesso? Hanno bisogno di noi, siamo nei loro pensieri? Ma soprattutto chi lo sa cosa sono diventati…..

    Con taluni si può condividere ancora, con altri ormai non ci sono forse più le vibrazioni giuste.

    Ma non è splendida e profondamente umana questa nostalgia, questo struggente desiderio di vicinanza?


  12. Sol: l’ipotesi di sfiorarsi in un café è più promettente che incontrarsi su Internet.
    Nel frattempo sei tornata a casa, vedo. Allora alla prossima.

    Presidente: benvenuta.
    Proprio quella roba là, così umana, è ciò di cui volevo scrivere. Grazie.

  13. alanford50 Says:

    Il tuo post è molto intimo e bello, pieno di sentimento positivo, per quanto riguarda la mia esperienza personale, come sempre sono per pensieri crudi, reali, senza fronzoli, ho molti rimpianti, specialmente verso le persone più care, mio padre e mia madre per essere chiari, quando avrei potuto fare qualche cosa ero troppo intento a vivere io mio momento ed ho concesso poco di me a tutti loro due sopra tutti, ora che non ci sono più e che ho imparato a rallentare il mio tempo avrei mille cose da dirgli e da dargli, ora saprei comprendere quello che mi sono rifiutato di dire e di fare allora perché troppo preso dal mio vivere, ora non mi restano che rimpianti che non avranno perdono ne possibilità di riscatto.

    Per quel che riguarda i vivi, invece ho una teoria più amara e cruda, sicuramente reale, come in tutti i sentimenti umani, la dove non si è riscontrata una collusione di intenti e sentimenti pensati e vissuti nel momento in cui essi si esprimono, difficilmente potranno essere ripresi a tempo differenziato, solo quello che si è costruito magari faticosamente giorno per giorno lo si potrà trovare in un ipotetico futuro, tutto il resto, difficilmente si riaggiusta, quello che non ha funzionato prima, lascia dei vuoti e delle lacerazioni difficilmente ricostruibili, anche con le migliori intenzioni, riempire vuoti temporali è estremamente difficile.

    I sentimenti sono come una casa in costruzione, bisogna fare tutte le cose al momento opportuno, altrimenti non ci si arriverà al tetto, oppure se per miracolo ci si arriva difficilmente si potranno recuperare gli errori di costruzione relativi al passato, resteranno sempre delle magagne e dei buchi difficilmente sanabili.

    In parole povere bisogna cercare con il massimo dell’impegno di fare si che i sentimenti crescano giorno dopo giorno, alimentandoli e curandoli, avendo sempre il massimo rispetto per gli altri e per se stessi e per i sentimenti per cui ci si dà da fare, tutto deve diventare come una catena, non è possibile avere delle maglie mancanti, perché non è più una catena.

    Perdonatemi il mio realismo.

    -\-

    Mamma, papà, un pensiero, un indelebile ricordo.

    Mamma, papà, parole struggenti, che descrivono un grande sentimento, un dolore, in poche parole l’amore, soggiogato dal vivere il mio quotidiano ed il mio tempo, incapace di comprendere appieno gli eventi ho ceduto al vivere quello che sentivo come a me assolutamente dovuto, quando gli eventi mi hanno concesso e forse obbligato, mi sono fermato, ed ho compreso quanto avevo perduto e quanto mi era stato dato e quanto avevo rubato e perduto, del mio e dell’altrui tempo e vivere, inutile è stato il fermarsi ed il girarsi indietro, ciò che era passato era già stato vissuto, ho lasciato spazio ai rimpianti ed alla comprensione dell’accaduto, che in fondo tutto perdona a tutti, perché coscientemente vissuto, ora unica riparazione concessami è il farli vivere ogni istante della mia esistenza nei miei pensieri come unica forma di prolungamento di vita, un regalo, un sogno, un effimero senso di dono di una parte di eterno, finché il tempo mio non sarà scaduto.

    Alanford50

    -\-

    Ciaooo neh!

  14. aurora267 Says:

    ma che bello quello che scrivi,
    poter incontrare chi si è voluto bene, chi ha lasciato qualche traccia nel cuore, chiarire dei malintesi..
    e sentirsi scorrere tutta la vita davanti attraverso i visi di chi si è amato davvero..
    un saluto

  15. aurora267 Says:

    cosa significa acqua calda e balsamo??
    buona serata!!


  16. Intendo dire che mi fa star bene.

  17. aurora267 Says:

    ne sono contenta..
    ciao

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