Frugale

mar 22 Dic 2009

Mi piace sentirmi frugale e cerco di esserlo il più delle volte. Certo, la sensazione di frugalità è appannaggio di chi non ha problemi a mettere insieme il pranzo con la cena, perché altrimenti si parla di indigenza.

Frugale - Ferrovia

Ferrovia

Oggi ho viaggiato con i mezzi pubblici, come di consueto, tra casa, ufficio e viceversa; treno e bus; mentre l’automobile è l’eccezione: non ne posseggo una mia e utilizzo, alla bisogna, una vettura condivisa.

Tutto questo mi fa sentire molto libero, anche se a volte può comportare qualche contrattempo.

Frugale - Bus navetta aeroporto Firenze

Navetta aeroporto

Uscito dal lavoro, ho preso la navetta dall’aeroporto, in ritardo per il traffico del giorno di pioggia dopo i giorni di neve e di ghiaccio; perso il treno che prevedevo di prendere, il successivo è partito con più di venti minuti di ritardo.

Con il mio frugale PC portatile, sebbene un netbook che costa qualche foglio da cento non sia esattamente un articolo da poveri, mi sono messo a scrivere, per andare avanti con il prossimo racconto, realizzato a quattro mani con Lulù e che quindi pubblicheremo, a stralci, su entrambi i blog.

Frugale - Sotto la pioggia

Sotto la pioggia

Piove e per eccesso di frugalità non apro l’ombrello pieghevole che ho comunque nello zaino: vado con il capo leggermente chino in avanti e con le mani in tasca.

Mi piace.

Rientro nella mia casa semplice, gradevole, vivibilissima.

Frugale - Ingredienti

Ingredienti

Poi prendo alcuni ingredienti di base e mi preparo una insalatona, fette biscottate incluse a pezzettoni: tonno, borlotti, mais, capperi, acciughe, cipolla, parmigiano e un po’ di menta da una bustina della tisana, giacché non è stagione; su tutto, dell’olio buono.

Frugale - All'opera

All'opera

Tutto in un’insalatiera, una birra e persino la macchina fotografica con cui scatto queste immagini è frugale: quella di un telefono cellulare piuttosto semplice.

Frugale - Cellulare

Cellulare

Tutto questo non vuol dire che se desideri cenare con me nel ricco ristorante del lussuoso albergo dove spendi qualche giorno di vacanza io non ti raggiunga al volo e non gusti volentieri la buona cucina che ci viene proposta e la squisita compagnia che mi offri.

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11 Responses to “Frugale”

  1. Franz Says:

    Frugalità, sobrietà, essenzialità: tutti sinonimi di uno stile di vita che rappresenta l’unica speranza di futuro per il mondo.
    Penso che solo chi ha fatto propri molto saldamente questi valori prima o poi se la potrà cavare.
    E comunque, già nel presente, è capace di vivere molto ma molto meglio.

    Ma vaglielo tu a spiegare, agli schiavi dei consumi assurdi, a bordo dei loro SUV e in partenza per il prossimo villaggio-vacanze, perfettamente uguale al precedente, ma sempre situato in qualche continente lontanissimo…

    Auguri di cuore.
    Franz

  2. Estragone Says:

    Condivido pienamente quanto scritto da Franz, anche se intimamente resta un dubbio, tutto mio, che mi da il senso della mia fragilità e mi chiedo: quanto la scelta dello stile di vita è influenzato da un’intima convinzione filosofica e quanto dalle oggettive possibilità a disposizione?
    Per quanto mi riguarda puoi stare tranquillo Luciano, non ti sottoporrò alla tentazione dell’invito nel ristorante di lusso: non sei il mio tipo.
    P.S. sugli ingredienti dell’insalatona avrei delle serie perplessità, ma le celerò dietro un laconico «de gustibus…» di decurtisiana memoria.


  3. ESTRAGONE:

    Quanto al dubbio, grazie perché mi dai l’occasione per chiarirlo a me stesso:

    1)
    Se le mie oggettive possibilità a disposizione sono scarse, lo stile di vita è chiaramente segnato. Il punto è:
    1 a)
    condivido in tal caso il mio stile di vita e ne traggo motivi di piacere oppure
    1 b)
    lo rinnego, mi ribello, lo combatto, ne soffro e, se non lo supero, mi abbatto, mi prostro, mi deprimo?

    2)
    Se dispongo di mezzi superiori allo stile di vita che concretamente adotto, allora posso anche darmi delle meritate pacche sulle spalle.

    Io mi trovo oggettivamente nella condizione 1), tendo a gestire la faccenda come in 1 a), riscontro in me delle sfumature di 1 b) e per essere onesto devo dire che, se fossi nella condizione oggettiva 2), non sono certo che sarei capace di adottare uno stile morigerato. Ergo, niente pacche sulle spalle.

    Fatto sta che, dato lo stato reale delle cose, sono piuttosto contento di come mi trovo. Tanto più che (pardon, so di averlo già detto), pur con il mio modesto stipendio, mi ritengo uno dei cittadini privilegiati di uno dei Paesi privilegiati del pianeta.

    Quanto al ristorante:
    non c’è bisogno di fare i sessuofobici!
    Potrei trovare squisita anche la tua compagnia e tu almeno passabile la mia.
    Però lo ammetto, hai visto giusto: qua mi riferivo a una compagnia femminile.

    Quanto all’insalatona:
    ecco, appunto: stiamo con Totò e soprassediamo.
    Ti vedo un tantino conservatore, nei gusti alimentari. Non ti piace sperimentare?

    – – – – –

    FRANZ:

    In fondo non mi va neppure di identificarmi in toto nel trappista a ogni costo. Non mi metto a fare il puro, l’immacolato.
    Per esempio, a suo tempo spesi tre o quattro vacanze nei villaggi turistici, seppure non in aree tanto remote. Almeno, quando ci sei stato sai come sono: non del tutto negativi, ti dico; dipende.

    Però cerco anch’io di limitare i consumi, soprattutto quelli assurdi.
    Dal canto opposto, che vuoi farci? Sono debole e la mia frugalità è imperfetta, tutt’altro che saldamente interiorizzata. Però credo di essere tra quelli che si salveranno, come dici. Così come mi annovero tra quelli che stanno cercando di vivere in modo tale da, non dico salvare, ma almeno non affossare ulteriormente questo posto.

    Anche il tempo libero lo spendo, prevalentemente, in:
    – un’attività potenzialmente frugale, come la navigazione a vela, la quale però ci mette tre secondi a divenire una roba da ricchi spendaccioni: è una questione di approccio filosofico, per richiamare il commento di Estragone;
    – un’attività a forte orientamento frugale, come il kayak da mare: anche qua puoi inseguire mode, materiali e tecnologia anche oltre il necessario, anche al di là di quanto puoi o sai veramente utilizzare i prodotti top di gamma, ecc.; però, è senz’altro un modo per fare del turismo attento, rispettoso, di basso profilo;
    – jogging, quando vinco la pigrizia: difficile non essere frugali, qua, salvo che puoi comperarti dei completi da superfico.

  4. Fra Puccino Says:

    E’ indubbio: certe volte la frugalità può essere persino rilassante…

    Ma devo confessare che anch’io non condivido la ricetta della tua insalatona

  5. arthur Says:

    Frugalità può voler dire ricerca della semplicità o soltanto delle proprie comodità-

    Mi è piaciuto il susseguirsi del racconto, scritto e fotografato.

    Buon Natale Luciano e un altrettanto anno nuovo.

  6. solindue Says:

    Oh Cielo…frugalità??
    ed io che sono intemperante, disordinata, eccessiva, incontrollata e lussuriosa (soprattutto lussuriosa)…
    Mi vedo così a mio agio in quel ricco ristorante del tuo albergo, trascorre in pieno ozio le mie vacanze fra mille camerieri, ostriche e champagne…sai se fanno anche massaggi da quelle parti??
    Posso augurare a tutti un ricco Natale…vizioso, sregolato, esagerato e anche un po’ libertino? Oh Cielo, ma certo! Auguri a tutti 😉


  7. Fra e Arthur.
    Grazie per i contributi: ogni volta spero che veniate a commentare e ogni volta sono contento che lo facciate.
    Un caro saluto.

  8. Renèe Says:

    Sono d’accordo con quanto scrivi Luciano, la frugalità spinge all’introspezione, l’eccesso spinge all’esibizionismo. Anche a me piace sentirmi frugale, anche se non sempre riesco ad esserlo. In relazione alla risposta che dai a Estragone vorrei chiederti: ma se ti trovassi nella condizione descritta al punto 2, ti comporteresti lo stesso in modo frugale o adegueresti il tuo stile di vita alle possibilità?


    • Ciao Renèe.

      Benvenuta tra le mie pagine. Una nuova presenza fa sempre molto piacere.

      Se mi trovassi nella condizione 2 non so come mi comporterei. Non posso certamente dire, se voglio essere onesto, che sono sicuro che farei lo stesso, ossia che vivrei frugalmente. Probabilmente fallirei, invece.

      In ogni caso, temo che anche la frugalità sia relativa: se uno guadagna il quintuplo di me e spende il doppio di me, è frugale oppure no?

      Io che mi posseggo un pc fisso e un pc portatile, un telefonino, un kayak, una casa di 60 mq con un mutuo di vent’anni che so già che potrò pagare perché ho un posto fisso, un’armadio di indumenti che via via rinnovo, uno o due alla volta, una bicicletta (di mia sorella) che non uso mai, un hi-fi, un ferro a caldaia, una cucina da alcune migliaia di euro, una scopa elettrica, una stampante-scanner, alcune (poche) centinaia di libri e altro ancora, soltanto per citare il superfluo che mi sovviene, vivo in modo frugale?

      Se mi paragono a chi vive con due terzi o con la metà dei miei soldi, sono frugale?

      Non lo so.

      Se mi permetti una citazione letteraria, “in definitiva siamo soltanto dei primati programmati per mangiare, dormire, riprodurci, conquistare e rendere sicuro il nostro territorio”.
      Di certo, non tutto quello che vi aggiungiamo è bello e meritevole, ma dico anche che non tutto il superfluo è biasimevole.
      Quale metro utilizzare, per stabilirlo?

      Vivo per emozionarmi, per ammirare l’intelligenza, per plaudire alla creatività, per sentir scorrere l’energia, per stabilire un contatto, per godere della bellezza; in nome di tutto questo, ho compiuto anche degli atti di crudeltà, talora di codardia, negli anni, e non cesso di rammaricarmene.

      Già, la bellezza.
      Mi dai licenza di citare ancora? “Dove si trova la bellezza? Nelle grandi cose che, come le altre, sono destinate a morire oppure nelle piccole che, senza nessuna pretesa, sanno incastonare nell’attimo una gemma di infinito?”

  9. Monica Says:

    Ciao Luciano,

    oggi in un momento di isolamento dalla realtà lavorativa ho letto questo tuo graziosissimo pezzo. Avevo bisogno di staccare la spina e così ho fatto.

    Spesso abbiamo bisogno di qualcosa di fruale per sentirci semplicemente quello che siamo. Frugale non è un termine che uso spesso, ma io amo definirmi plebea per differenziarmi da tutti coloro che sono snob.

    Concordo con Arthur, carinissime le foto che utilizzi a scaletta per spiegare i vari temi del tuo post.

    Un pò spartana l’idea dell’insalatiera direttamente sul tavolo vicino al pc. Io sarò anche plebeo ma una bella tovaglia con tanto di tovaglioli di stoffa. L’idea però mi è familiare perchè quando mangio al lavoro alla scrivania l’idea è proprio quella, con il più tante carte in giro.

    Quando parli della tua casa ho sorriso. Non ti conoscevo ancora quando a settembre ho pubblicato in un post protetto da pw e poi inviata solo agli amici la mia casina. Accogliente, personalizzata, colorata, gradevole, non semplice.

    La ricetta della tua insalatona la troo originale per le fette biscottate a pezzettoni, ma molto variopinta e quindi piacevole e gradevole.

    Mi si sovrappongono pensieri di questo post con pensieri di quello del viaggio, ma cmq scrivo qui: ognuno si sente libero a modo proprio. Tu ti senti libero su un treno, senza traffico, e con un pc vicino a cui mangiare. Io mi sento libera con le chiavi in tasca della mia auto, senza pc a casa. Il bello è che siamo tutti diversi e il bello è saper accettare le diversità degli altri.

    Questi sono pensieri disordinati al vento e sommersi dalla nebbia.

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